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GIACOMO RIZZOLATI: LA SCOPERTA DEI NEURONI SPECCHIO

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APP DI FILOSOFIA TROVATA SUL WEB "LA SCUOLA DI ATENE"

LA SOCIET&Agrave MATRIARCALE BACHOFEN

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Nella storia dell'antropologia, Johann BIachofen (1815-1887) è famoso soprattutto per l'opera intitolata Il diritto materno, più conosciuta come Il matriarcato, titolo che è stato dato anche alla più recente traduzione integrale italiana, apparsa nel 1988. In questo test di grande erudizione , Bachofen formula una celebre ipotesi, quela della "ginecocrazia", ovvero del potere femminile: egli sostiene infatti l'esistenza, in una fase remota della storia europea, di un'epoca di promiscuità sessuale e di comunanza dei beni, in cui l'ignoranza della paternità imponeva la discendenza matrilineare e un'organizzazione sociale imperniata sull'elemento femminile e materno.  A quata fase matriarcale sarebbe poi subentrata, nelle epoche storiche successive, una fase di supremazia dell'elemento paterno, caratterizzata dal diritto positivo, discendenza patrilineare, proprietà privata, monogamia.
E. Clemente R. Danieri Scienze Umane Paravia

Tommaso Campanella

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Campanella e l'esaltazione della scienza e della tecnica Al pensiero di Telesio si ispira Tommaso Campanella (nato a Stilo, in Calabria, nel 1568 e morto a Parigi nel 1639), frate domenicano che, accusato di eresia per l'adesione al naturalismo e al sensismo del filosofo cosentino, fu processato dall'inquisizione (organo istituto dalla Chiesa cattolica per indagare e punire coloro che erano sospettati di "contraddire" l'ortodossia) e trascorse in carcere molti anni  della sua tormentata esistenza. L'aspetto della sua filosofia che qui ci preme maggiormente sottolineare è la rivalutazione culturale e pedagogica della natura, tipica dell'età umanistico-rinascimentale. Campanella rigetta la cultura libresca, appellandosi all'esperienza diretta della realtà, e dichiara di aver appreso più cose dall'osservazione di un filo d'erba o di una formica che dai libri. 
D. Massaro La meraviglia delle idee Paravia

IL MANSO

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La famiglia contadina risiedeva nel manso formato dall'area recintata con la casa, gli edifici agricoli e l'orto. Il manso tuttavia indicò pure il complesso dei campi e dei prati sparsi nel territorio agricolo del villaggio e anche il diritto di uso sul collettivo sfruttamento dei boschi e delle ampie aree non coltivate. Manso dunque finì per significare l'unità di conduzione agricola adeguata alle forze produttive di una normale famiglia. Spesso pertanto non superava i due ettari di estensione sebbene ve ne fossero persino di superiori ai quaranta. I mansi maggiormente dotati di servizi, strade,  acqua, furono di solito conferiti ad agricoltori liberi e vennero perciò detti ingenuili; gli altri, più poveri e difficilmente coltivabili, furono affidati invece ai servi o agli schiavi e vennero denominati servili. Ludovico Gatto Il feudalesimo ENewton Il Sapere

IL MONDO COME VOLONTÀ E RAPPRESENTAZIONE

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Fu già spiegato, che la prima e semplice affermazione della volontà di vivere non è se non l'affermazione del proprio corpo, ossia esplicazione della volontà mediante atti nel tempo, fin dove il corpo, nella sua forma e natura disposta a' suoi fini, rappresenta la stessa volontà spazialmente - e non oltre. Codesta affermazione si dimostra sotto specie di conservazione del corpo, usando a ciò tutte le forze di esso. A lei si collega direttamente la soddisfazione dello stimolo sessuale; anzi, questa appartiene a quella, in quanto i genitali al corpo appartengono. Perciò la volontaria, da nessun motivo determinata rinunzia alla soddisfazione di quello stimolo, è già un rinnegar la volontà di vivere, è una spontanea autosoppressione di esso stimolo in seguito a sopravvenuta conoscenza che agisce come quietivo: perciò tal rinnegamento del proprio corpo si presenta già come un'oppressione della volontà contro il suo proprio fenomeno.

IL MONDO COME VOLONTÀ E RAPPRESENTAZIONE