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lunedì 20 febbraio 2012

ATTENZIONE VOLONTARIA


Ma c’è un’altra forma di attenzione, quella volontaria. È quella che dirigiamo consapevolmente alla pagina del libro. Maurizio Corbetta, della Washington University, ha dimostrato che questo tipo di attenzione attiva la corteccia prefrontale, la stessa regione implicata negli atti di volontà, e riduce l’attività nelle altre regioni. Questa attivazione, capace di dirigere il cervello nella direzione voluta, trasforma il mammifero in Homo sapiens perché può escludere l’attenzione automatica. «Abbiamo fatto degli esperimenti con i bambini che giocano a calcio» dice Maria Carraso, psicologa della New York  University. «I genitori sugli spalti urlano, ma i bambini non sentono nulla: in partita esiste solo il campo.
      A. Beltrami da Focus n.232.

domenica 29 gennaio 2012

Lëv Vygotski


Lëv Vygotskij nasce a  Gomel in Bielorussia nel 1896. Studia e si laurea nel 1917 in giurisprudenza e poi in psicologia dell’arte a Mosca.  Nel 1924 occupa la cattedra di psicologia. Fonda un Istituto per bambini disabili a Mosca. Il suo lavoro scientifica prende inizio dalla psicologia evolutiva, dallo studio dei processi cognitivi e del linguaggio dei bambini. La tesi fondamentale ruota attorno alla teoria del condizionamento che i fattori socioculturali esercitano sulla coscienza umana e sui processi psichici superiori. La sua opera principale (Pensiero e linguaggio del 1934) viene messa al bando per oltre trent’anni dal regime stalinista, in quanto divergente con il pensiero imperante, d’impronta pavloviana. Le opere pubblicate postume: psicologia dell’arte (scritta nel 1925), Teoria delle emozioni  (1933 pubblicata nel 1982). Muore di tubercolosi nel 1934 a Mosca.
P. Crepet  Psicologia Temi Teorie Professioni

martedì 27 dicembre 2011

C. Lévi-Strauss: Mito e significato


Quel che ho cercato di dire fin qui è che è avvenuto un divorzio – un indispensabile divorzio – fra il pensiero scientifico e quella che ho definito la logica del concreto, cioè il rispetto e l’utilizzo dei dati sensoriali, in contrapposizione alle immagini, ai simboli, e così via. Forse stiamo assistendo al momento in cui questo divorzio sarà superato o ricomposto, giacché la scienza moderna sembra in grado non solo di compiere progressi seguendo la sua linea tradizionale – cioè spingendosi via via più avanti, ma sempre entro lo stesso ristretto canale -, ma anche nello stesso tempo di ampliare questo canale, reincorporandovi molti problemi prima lasciati da parte. A questo riguardo mi si potrebbe accusare di essere uno «scientista», ovvero una sorta di cieco ammiratore della scienza, convinto che essa possa risolvere assolutamente tutti i problemi. Bene io non la penso certo così, e non riesco ad immaginarmi un giorno in cui la scienza sarà conchiusa e perfetta. [] La scienza non ci darà mai tutte le risposte. Quel che possiamo cercare di fare è migliorare lentamente il numero e la qualità delle risposte che siamo in grado di dare e questo, credo, possiamo farlo solo attraverso la scienza.
C. Lévi-Strauss Mito e significato

mercoledì 30 novembre 2011

GIROLAMO FABRIZIO DI ACQUAPENDENTE



Girolamo Fabrici d'Acquapendente

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Girolamo Fabrici
Girolamo Fabrici d'Acquapendente (Acquapendente1533 – Padova21 maggio 1619) è stato un anatomistachirurgo e fisiologo italiano.
È conosciuto anche come Girolamo Fabrizio o col nome latino Hieronymus Fabricius.

Indice

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Biografia [modifica]

Le Origini [modifica]

Girolamo Fabrici o Fabrizi, anche detto l'Acquapendente, nacque nel 1533, anche se tale data è incerta perché non esistono documenti che lo testimonino direttamente. Alcuni biografi datano la sua nascita al 1537, ma l'atto di morte, che riporta la data del 21 maggio 1619 e che lo indica come avente ottantasei anni conferma l'anno 1533[1]. La discussione sulla data può essere dovuta al fatto che lo stesso Girolamo, per una strana abitudine, condivisa anche da altre importanti personalità, si faceva credere più giovane di tre o quattro anni[2].L'anatomista apparteneva ad una antica e nobile famiglia di Acquapendente, iscritta nel grado del Gonfalonierato[3].
Girolamo Fabrici fu sepolto nella Chiesa di San Francesco, senza nessuna effigie di riconoscimento, insieme alla moglie morta l'anno precedente.

Gli studi [modifica]

A diciassette anni circa si recò a Padova dove iniziò i suoi studi sotto la protezione di nobili famiglie venete (i Lipamano, i Foscarini, i Cavalli, i Priuli, i Donà e i Loredan, anche se questi ultimi non sono mai citati nei documenti dell'anatomista, nemmeno nel testamento definitivo del 1615)[4].
Compì gli studi di medicina tra il 1554 e il 1559. Fu allievo di Gabriele Falloppio. Si laureò Dottore in Filosofia e Medicina presumibilmente nel 1559[5].

L'attività di insegnante [modifica]

Nel 1565 succedette al maestro, dopo averlo supplito, divenendo professore di anatomia e chirurgia.Nel 1584, già affermato chirurgo e anatomista, viene ammesso al Sacro Collegio dei Filosofi e dei Medici. Girolamo resterà per cinquanta anni nello studio di Padova come professore sia d'Anatomia che di Chirurgia, riconfermato con nomine ducali una delle quali, a vita, firmata da Marino Grimani, datata 24 settembre 1600, che gli conferiva il titolo di Sopraordinario nella lettura di Anatomia. Nel 1603 fu reso Sopraordinario anche per la Chirurgia[6]. Questa nomina portò lo stipendio dell'acquesiano, già piuttosto alto per il tempo, a mille scudi[7]. Durante il periodo di reggenza volle fortemente la costruzione del Teatro Anatomico stabile, inaugurato nel 1594[8] e visitabile ancora oggi all'interno del Palazzo del Bo. Prima della costruzione del Teatro Anatomico, le sue lezioni di anatomia si svolgevano all'aperto per attenuare l'odore dei cadaveri, anche se ciò comportava il condizionamento del tempo. La dissezione dei corpi fu l'altro problema per Fabrici in quanto la disponibilità era scarsa nonostante fossero nominati dei massari per la ricerca del materiale[9]. Inoltre, anche se le sue lezioni erano di un elevato livello didattico, non ebbe buona fama di insegnante; molti lo descrivono come scontroso, insofferente e piuttosto pigro nelle lezioni e spesso non riusciva a farsi intendere perché obbligato a parlare sommessamenete a causa di una affezione laringea cronica[10]. Per questi motivi molte furono le critiche, in particolare quelle della comunità studentesca tedesca che studiava a Padova. Quest'ultima lo accusava di non attendere completamente ai suoi doveri; in effetti molte volte si fingeva malato e spesso ritardava l'inizio delle lezioni. Sempre con la comunità tedesca ebbe problemi perché derideva spesso la parlata teutonica, ma nella vecchiaia ebbe una così spiccata predilezione per la "Nazione Germanica", che non volle utilizzare il corpo di un tedesco per una lezione, ritenendo l'atto offensivo, e molte volte intervenne per difenderla, in particolare nel 1612, dopo che i tedeschi erano stati esclusi dalla elezione dei consiglieri anatomici. La comunità tedesca ricambiò definendolo "communem nostrum patronum"[11].
L'anatomista ebbe il grande merito di aver dato vita ad una scuola di famosi medici e anatomisti tra cui Giulio CasseriAdriaan van den SpieghelOlaus WormiusCaspar Bartholin e il più celebre di tutti, William Harvey, scopritore della circolazione del sangue[12].

L'attività medica [modifica]

Esercitò anche la medicina pratica, con grande successo e grandi profitti economici. In effetti l'aquesiano fu soprattutto, oltre che un esperto anatomista e fisiologo, un abile chirurgo.Fu chiamato per consulti medici da illustri potenti e principi del tempo. Nel 1581 fu chiamato per le nozze di Margherita Farnese con Vincenzo Gonzaga[13]. Nel 1604 curò Carlo de' Medici, figlio del GranducaFerdinando I de' Medici e Cristina di Lorena. Nel 1608 fu nominato Cavaliere di San Marco per aver curato Paolo Sarpi. Nel 1615 ricevette una medaglia d'oro con collana in oro massiccio daSigismondo III Vasa, Re di Polonia. Ebbe tra i suoi pazienti anche l'amico e collega Galileo Galilei[14]. Nonostante il suo carattere difficile e la negligenza come insegnante, come medico e ricercatore fu instancabile, benché affetto da una senilità precoce[15], e curava gratuitamente i poveri[16].

Girolamo Fabrici d'Acquapendente Tabulae Picae 1600

Gli studi scientifici e gli scritti [modifica]

Sotto il profilo scientifico, l'aquesiano, diede numerosi contributi originali e fondamentali in anatomiaembriologiaanatomia comparatachirurgia e le sue lezioni e le ricerche si concretizzarono in numerose pubblicazioni. Egli descrisse le valvole delle vene (De venarum ostiolis del 1603), offrendo un contributo fondamentale al problema della circolazione sanguigna, poi risolto dallo stesso Harvey[17]. Apportò un notevole sviluppo allo studio dell'occhio, dell'orecchio (De visione voce auditu) e del meccanismo della voce (De locutione)[18]. Nel De Tumoribus analizzò oltre ai tumori, di cui viene trattata anche la cura, l'herpes, i vari tipi di ernie, la cancrena, i bubboni e altre infezioni e patologie[19]. Condusse originali ricerche embriologiche descritte nel De formato foetu del1600. L'opera è il primo trattato di embriologia comparata, completato da un accurato corredo di tavole anatomiche. Per opere come questa ed il De formatione oui, et pulli è considerato il padre dell'embriologia moderna[20]. In alcuni manoscritti sono anche sviluppati argomenti di carattere metodologico, come il De anatomica methodo.
Di notevole importanza sono le Tabulae anatomicae conservate nella Biblioteca Marciana a Venezia. Le tavole, dipinte ad olio su carta, sono 167 divise in otto volumi. Furono rinvenute alla Marciana solo nel 1909. Sempre nella biblioteca veneziana sono conservati tre codici de L'Acquapendente al cui interno sono presenti altre 44 tavole[21].

La vita privata [modifica]

Girolamo Fabrici si sposò a Padova con Violante Vidal, o Vitali, ma non si conosce la data precisa. Da questo matrimonio non nacquero eredi. La famiglia Fabrici risiedeva a Padova in via S.Francesco; l'abitazione era vicina alla Chiesa di San Francesco. Fabrici ebbe un figlio naturale di nome Francesco, nato probabilmente già prima del matrimonio, del quale si conosce l'esistenza per una citazione legale contro il padre. L'eredità del medico, valutata intorno ai 200.000 scudi, fu da egli destinata quasi interamente a Semidea, figlia del nipote Fabrizio, giunta da Acquapendente, dove aveva sempre vissuto[22]. Il testamento diceva anche che in caso di morte prematura e senza eredi di quest'ultima, l'eredità doveva essere destinata alla nipote Laudomia Fabrici Benci, da passare poi alla sua morte al figlio Francesco[23]. La risoluzione dell'eredità non fu però così semplice, in quanto, dopo che Semidea aveva sposato il veneziano Daniele Dolfin e aveva lasciato la casa del prozio, questi ebbe un crollo fisico e psicologico e altri nipoti si gettarono sul cospicuo capitale dello zio. Alcuni pensano che furono proprio dei nipoti ad affrettare la morte dell'anatomista con il veleno[24]. La ricostruzione di una genealogia precisa della famiglia de L'Acquapendente risulta piuttosto difficile per la frequente ricorrenza dei nomi Girolamo e Fabrizio[25].

Monumento di Girolamo Fabrizio adAcquapendente.

"Borsa di Fabrici"[26] [modifica]

A Girolamo Fabrici si deve la scoperta della cosiddetta "borsa di Fabrici", l'unica formulazione anatomica che sia ricordata sotto il suo nome. È un organo sacciforme , presente probabilmente in tutti gli uccelli, di entrambi i sessi, annessa alla parete dorsale della parte posteriore dell'intestino. Le sue funzioni sono state conosciute solamente nel 1956. Si tratta di un organo linfoide centrale responsabile delle cellule immunocompetenti, deputate alla sintesi di immunoglobuline[27]. Già lo stesso Girolamo aveva avanzato delle prime ipotesi secondo le quali questa "vescicula" doveva servire alle femmine per ricevere e conservare il seme. Infatti egli credeva che l'organo fosse presente solo negli esemplari femmine, cosa che fu poi rivista da Harvey[28].

Opere principali [modifica]

  • Pentateuchos chirurgicum (1592).
  • De formatu foetu (1600).
  • De visione voce auditu (1600).
  • De locuzione et eius instrumenti tractatus (1603)
  • De brutorum loquela (1603).
  • De venarum ostiolis (1603).
  • Tractatus anatomicus triplex quorum primus de oculo, visus organo. Secundus de aure, auditus organo. Tertius de laringe, vociis organo admirandam tradit historiam, actiones, utilitates magno labore ac studio (1613).
  • De muscoli artificio: de ossium articolationibus (1614).
  • De respiratione et eius instrumentis, libri duo (1615).
  • De tumoribus (1615)
  • De gula, ventriculo, intestinis tractatus (1618).
  • De motu locali animalium secundum totum, nempe de gressu in genere (1618).
  • De totius animalis integumentis (1618)
  • De formatione oui, et pulli tractatus accuratissimus (1621).
  • Opera chirurgica. Quorum pars prior pentatheucum chirurgicum, posterior operationes chirurgicas continet ... Accesserunt Instrumentorum, quae partim autori, partim alii recens invenere, accurata delineatio. Ite, De abusu curcubitularum in febribus putridis dissertatio, e Musaeo ejusdem (1623).
  • Tractatus De respiratione & eius instrumentis. Ventriculo intestinis, & gula. Motu locali animalium, secundum totum. Musculi artificio, & ossium dearticulationibus (1625).

Bibliografia [modifica]

  • Comune di Acquapendente, Girolamo Fabrizi da Acquapendente-Medico e Anatomista-La vita e le opere, Acquapendente, 1988.
  • Girolamo Fabrici d'Acquapendente, De tumoribus, traduzione e commento a cura di L.Stroppiana-G.Caminiti-Papa R.N., Arti Grafiche E.Cossidente & F.lli, Roma, 1983.
  • Girolamo Fabrici d'Acquapendente, La formazione dell'Uovo e del Pulcino, a cura e commento di L. Stroppiana, traduzione di G.Caminiti , Arti Grafiche E.Cossidente & F.lli, Roma, 1987.
  • Rosario Scipio, Girolamo Fabrici-L'Acquapendente, Associazione Tuscia, Agnesetti, Viterbo, 1978.

Voci correlate [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ Rosario Scipio, Girolamo Fabrici-L'Acquapendente, Associazione Tuscia, Agnesetti, Viterbo, 1978 , Pag. 21-22
  2. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 96
  3. ^ Comune di Acquapendente, Girolamo Fabrizi da Acquapendente-Medico e Anatomista-La vita e le opere, Acquapendente, 1988 ,Pag. 13
  4. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 22
  5. ^ Comune di Acquapendente, Op.cit., Pag. 13
  6. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 23
  7. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 55
  8. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 25
  9. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag.24-25
  10. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 75
  11. ^ Rosario Scipio, Op. cit., Pag.25-26
  12. ^ Comune di Acquapendente, Op.cit., Pag.15
  13. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag27
  14. ^ Comune di Acquapendente, Op.cit., Pag. 14-15
  15. ^ Rosario Scipio, Op.cit. , Pag. 24
  16. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 56
  17. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag.32
  18. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 56
  19. ^ Girolamo Fabrici d'Acquapendente, De tumoribus, traduzione e commento a cura di L.Stroppiana-G.Caminiti-Papa R.N., Arti Grafiche E.Cossidente & F.lli, Roma, 1983, Indice
  20. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag.32
  21. ^ Comune di Acquapendente, Op.cit., Pag. 35:38
  22. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 27-28
  23. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 123
  24. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag.29
  25. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag.27
  26. ^ Girolamo Fabrici d'Acquapendente, La formazione dell'Uovo e del Pulcino, a cura e commento di L. Stroppiana, traduzione di G.Caminiti , Arti Grafiche E. Cossidente & F.lli, Roma, 1987., Pag. 12
  27. ^ Rosario Scipio, Op.cit., Pag. 35:39
  28. ^ Girolamo Fabrici d'Acquapendente, La formazione dell'Uovo e del Pulcino, a cura e commento di L. Stroppiana, traduzione di G.Caminiti , Arti Grafiche E. Cossidente & F.lli, Roma, 1987., Pag. 12
kkkk nem akredito ke ele fiko gravido o.O

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