L'ETICA DI ARISTOTELE


Tra le opere della nostra collezione su questa materia, ce n’è una di indiscutibile autenticità: L’etica Nicomachea, in 10 libri, chiamata così non perché sia stata dedicata da Aristotele a suo figlio Nicómaco, ma perché questi ne fu senza dubbio l’editore, dopo la morte del padre. Altrettanto dicasi per L’etica Eudemea, in 7 libri: Eudemo di Rodi, infatti non ne fu il destinatario né (come si è creduto) l’autore. Con ogni verisimiglianza è un’edizione, curata da lui, d’antiche lezioni di Aristotele, mentre l’altra etica sarebbe la pubblicazione di lezioni notevolmente più tardive. Una cosa va comunque rilevata: il libro X dell’Etica Nicomachea appartiene soltanto a essa, mentre c’è corrispondenza tra i suoi primi quattro libri e i libri I e III dell’Etica Eudemea, tra il libro VII e il IX della Nicomachea; e , infine, identità completa per i libri intermedi. È molto probabile che questi libri siano stati aggiunti all’Etica Eudemea in un secondo tempo; e forse quest’ultima va riconosciuta in quell’Etica in 4 o 5 libri che figura al numero 38 del catalogo di Diogene Laterzio. La grande Etica, infine, è un riassunto scolastico, di data incerta. Esiste inoltre nella nostra collezione un trattato apocrifo, Le virtù e i vizi, opera eclettica che non ha nemmeno il pregio della felicità.
Le nozioni che formano oggetto dell’etica sono incerte e confuse: non si può sperarvi la scoperta del perché, ma bisogna ricorrere soprattutto all’intuito, al colpo d’occhio dei vecchi, all’esperienza morale delle conoscenze sane, e infine all’induzione, fondata sia sulle opinioni comuni sia su quelle dei dotti. Ora, un tal metodo di discussione critica non va oltre la verisimiglianza; è un metodo essenzialmente dialettico.
Robin Storia del pensiero greco

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