Processi di comprensione e integrazioni di architetture del cervello e della mente: valutare e costruire, elaborare, consultare, accedere, comunicare


Le architetture neuronali e mentali, del cervello, della mente - architetture interne, organizzatori cognitivo-liguistici, generatori formali, architetture interattivo-sociali - non operano soltanto in modi mirati, secondo regole e principi specifici, ma esercitano la loro azione integrandosi reciprocamente, interconnettendosi sistematicamente. Il cervello, la mente sono strutture che lavorano in parallelo, secondo linee, reti neuronali altamente specializzate. Ma, nello stesso tempo, il cervello, la mente costruiscono sistemi di interconnessione che integrano le reti specializzate tra loro.
La ricerca neuroscientifica e psicologica si sta sempre più ponendo domande di questo tipo:
- per quale motivo operano questi livelli di integrazione fra le reti, le architetture specializzate?
- che cosa accade nel cervello, nella mente quando si realizzano questi livelli di integrazione più complessi, cioè in ogni istante della vita dei soggetti?
Dati recenti sembrano avvalorare l’ipotesi che tali integrazioni diano luogo a meccanismi di attivazione generalizzati del cervello, della mente che generano processi come quelli di “comprensione” e di “produzione”.
Studi recenti hanno evidenziato una serie di caratteristiche di base di tali processi, soprattutto nel campo dei processi di comprensione, visto che quelli di produzione si presentano come enormemente più complessi da indagare.
E’ possibile sintetizzare in breve tali caratteristiche di base in modo che l’operatore ne possa trarre indicazioni utili nel suo lavoro di pianificazione formativa?
Primo. I processi di comprensione, cioè questi meccanismi di attivazione generalizzata del cervello, della mente attraverso i quali il soggetto capisce, comprende quanto accade nell’ambiente esterno e interno, sono innanzitutto sensibili alla sequenza delle informazioni stimolo. Nel campo delle reti linguistiche si parla, a tale proposito, di processi di comprensione per parafrasi. Si tratta del fatto che il cervello, la mente se esposti, ad es., a una sequenza di parole, frasi, testi, ma anche di simboli, di immagini, di azioni, di oggetti, immediatamente si attivano in modo da attribuire un significato alla sequenza, indipendentemente dal fatto che la sequenza sia obiettivamente priva di un significato particolare, ad es. come nel caso di sequenze casuali, randomizzate delle informazioni stimolo (qualunque sia la loro natura, stimoli visivi, o più in generale sensoriali, percettivi, o verbali).
Per l’operatore questo significa che il fatto stesso di presentare le informazioni secondo una sequenza piuttosto che un’altra, determina l’attivazione di certi significati anziché altri. In pratica, l’operatore deve prestare la massima cura nel decidere le sequenze con cui presentare le informazioni ai soggetti in formazione, perché questo fatto incide pesantemente, in misura determinante sui processi di comprensione che si verificano nei soggetti.
Secondo. I processi di comprensione agiscono nel cervello, nella mente in modo da riempire automaticamente i “vuoti”, gli anelli mancanti, tra serie di informazioni (tra due informazioni stimolo, così come tra numerose informazioni stimolo, come persino nella singola informazione stimolo) ipotizzando “ponti di connessione”, di collegamento, più o meno legittimi, giustificati dai dati obiettivi disponibili. Tali “ponti di connessione” nella letteratura specialistica sono indicati con il termine di “inferenze”, per cui si parla di processi di comprensione inferenziali.
Per l’operatore questo significa che nel momento in cui seleziona le informazioni da utilizzare nei suoi corsi di formazione, deve interrogarsi sistematicamente sui “ponti di connessione” che potrebbero essere ipotizzati tra una informazione e l’altra, tra serie di informazioni e altre, perché questi “vuoti” informazionali vengono riempiti automaticamente dai soggetti mediante processi inferenziali. La mancanza di questo lavoro preliminare non garantisce affatto che i soggetti in formazione comprendano adeguatamente le informazioni presentate: potrebbero essere indotti, malgrado la buona volontà del formatore, a generare inferenze prive di collegamento con le linee formative pianificate nel percorso di formazione (in pratica, i soggetti potrebbero capire tutto il contrario di quanto intende comunicare l’operatore, in rapporto a processi inferenziali che erano sfuggiti nel suo lavoro di pianificazione).
Terzo. Il cervello, la mente operano, di fronte a qualsiasi tipo di informazione stimolo, producendo deduzioni logiche che sono già implicite nelle informazioni stimolo che agiscono da premesse. Ad es., per fare un esempio banale, se l’operatore presenta l’informazione stimolo “cavallo”, il soggetto ne deduce una serie di connessioni logiche derivate tipo, poniamo, “animale”, “quadrupede”, “non umano”, “non artificiale”. Tali processi di comprensione sono indicati come logico-deduttivi.
Questo significa che il formatore dovrebbe organizzare le informazioni che caratterizzano i suoi percorsi in modo da studiarne l’architettura logico-deduttiva, in linea con gli obiettivi formativi che si propone di raggiungere. Se non svolge questo lavoro preliminare di pianificazione, i processi logico-deduttivi si generano automaticamente nei soggetti in formazione, senza la possibilità di sapere in che direzione si orienteranno.
Quarto. Le informazioni stimolo sono sottoposte automaticamente a processi di comprensione critico-valutativi da parte del cervello, della mente. Data una informazione stimolo, il cervello, la mente valutano tale informazione. Ad es., presentata una informazione stimolo come l’immagine di una stanza, i soggetti valutano subito, poniamo, le dimensioni, la forma, il colore, la profondità della stanza.
Il formatore deve quindi prevedere un lavoro di pianificazione che valuti criticamente le informazioni stimolo oggetto del percorso di formazione.
Quinto. In presenza di informazioni stimolo, nel cervello, nella mente si generano processi di comprensione estetico-poetici, nel senso etimologico dei termini, per cui “estetico” sta per “sensibilità”, cioè “apertura” verso gli stimoli, mentre “poetici” vale per “produzione”, ossia “generatività” di informazioni.
Nella formazione, pianificare le informazioni stimolo del corso tenendo conto di tali processi estetico-poetici consente al formatore di far entrare meglio in comunicazione i soggetti con i contenuti formativi del corso, quindi consentendo loro una più profonda comprensione, motivazione, coinvolgimento emotivo, affettivo.
Indicazioni bibliografiche e approfondimenti tematici su tali processi di comprensione, si possono trovare in recenti strumenti di valutazione e intervento che il formatore potrebbe adattare al suo lavoro di progettazione e realizzazione di piani formativi, educativi e didattici in rete (cfr. Boschi, Aprile, Scibetta, 1996, 2000).

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