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giovedì 15 ottobre 2009

SCHEMA CORPOREO



Schema corporeo a livello verbale

A quattro anni il bambino, su comando, tocca almeno 10 parti del proprio corpo, distingue le posizioni corporee semplici come seduto, in piedi …; riconosce se stesso e i famigliari in una foto.

A cinque anni denomina su di sé e su un compagno, sia in posizione verticale che orizzontale: fronte, mento, guancia, labbra, orecchie, naso, capelli, ventre, piede, mano.

A sei anni denomina anche: collo, dorso, spalle, unghie, ginocchia, talloni; imita e denomina posizioni simmetriche e asimmetriche senza tener conto della specularità.

Schema corporeo a livello grafico

Il disegno della figura umana dimostra non solo la capacità motoria e di espressione grafica, ma le conoscenze che il bambino possiede intorno al proprio corpo, poiché disegna ciò che sa e non ciò che vede.

A quattro anni disegna un tondo per la testa, spesso occhi e bocca, le gambe e le braccia di regola escono dalla testa: il tronco è quasi sempre ignorato. Il risultato grafico può essere confuso, ma raramente il bambino si limita a scarabocchiare.

A cinque anni disegna un omino inconfondibile, con bocca, occhi, naso, tronco, braccia, gambe e a volte piedi; l'orientamento della figura è esatto e anche le braccia sono collocate quasi esattamente.

A sei anni lo schema mentale della figura umana è quasi completo e il bambino disegna mani, capelli, orecchie, veste l'omino, gambe e braccia sono tracciati con due segni per lo spessore.

Osservare:

come tiene la matita, come controlla la postura, se si avvicina troppo al foglio o se la gira, la posizione della testa, le eventuali inclinazioni, se appoggia la testa sul tavolo o sul braccio.

Controllare la ricchezza e vivacità di particolari. Quando il bambino non disegna lo schema corporeo, si propone l'omino da completare .

Fino a cinque anni si propone la figura verticale, dopo i cinque anni orizzontale; se il bambino raddrizza la figura spiegare che è un bambino che dorme, se insiste nel volerlo disegnare in verticale lasciarlo libero, ma annotarlo. Non fare il test di completamento subito prima o dopo il disegno libero dell'omino.

M. Baldeschi Ragazzi speciali

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