LA RIFORMA DI SOLONE

Solone indirizzò la sua azione di riforma in primo luogo alle questioni sociali. Attraverso la cosiddetta seisáchteia letteralmente (scuotimento dei pesi), cancellò i debiti e soppresse la condizione di ectemoro”, che vincolava la persona del debitore a quella del creditore. Di grande rilevo fu poi la riorganizzazione del sistema politico. Solone ripartì i cittadini in quattro classi distinte sulla base del censo, quella del pentacosiomedimni, dei cavalieri, degli zeugiti e dei teti. I pentacosiomedimni erano così chiamati perché dovevano avere una rendita annua minima di 500 medimni (il medimno era una unità di misura per cereali: 1 medimno corrisponde a circa 152 litri), i cavalieri di trecento, mentre i teti erano quanti non raggiungevano questa soglia.

Le cariche più importanti, quelle degli arconti e dei tesorieri, erano riservati alla prima classe mentre le altre erano accessibili anche ai cavalieri e agli zeugiti. A tutti i cittadini compresi i teti era aperto l’accesso all’assemblea popolare che aveva il potere di eleggere i principali magistrati e di decidere sulla pace e sulla guerra. Sempre a tutti era consentito di partecipare ad un tribunale popolare l’eliéa, davanti al quale ogni cittadino poteva presentare un’accusa.

A. Marcone Democrazie antiche

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