G. Gardener: "Formae Mentis"

I fondamenti biologici dell'intelligenza

La genetica ha compiuto i suoi massimi progressi nella spiegazione di caratteri semplici in organismi semplici. Noi sappiamo moltissimo sulla base genetica delle strutture e dei comportamenti del moscerino della frutta; e attraverso studi del meccanismo della trasmissione ereditaria abbiamo compreso come si trasmettano malattie specificamente umane come l'anemia drepanocitica, l'emofilia e il daltonismo. Quando si perviene però alle abilità umane più complesse – come la capacità di risolvere equazioni, di apprezzare o creare musica, di imparare lingue straniere – siamo purtroppo incresciosamente ignoranti sulla componente genetica e sulla espressione a livello fenotipico. Innanzitutto, queste capacità non possono essere studiate sperimentalmente in laboratorio. Inoltre, ogni carattere complesso, anziché essere connesso a uno specifico gene, o a un piccolo insieme di geni, riflette molti geni, un buon numero dei quali saranno polimorfi (consentendo un certo numero di realizzazioni diverse in una varietà di ambienti). In effetti, quando si perviene a capacità così vaste (o vaghe) come le intelligenze umane, è dubbioso se sia in generale appropriato parlare di "caratteri".
H. Gardener Formae mentis

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